LA STORIA
La lunga storia del caffè si può provare a sintetizzare in tre periodi.
Il primo è quello che si sviluppa tra mito e leggenda ed è caratterizzata dalla scoperta del caffè e dall’osservazione degli effetti di questa bacca sugli animali e sugli uomini.
Il secondo periodo segna la conquista del mondo da parte del caffè, diventando oggetto di benevolenze e forti ostilità, che creeranno anche una serie di preconcetti sulla bevanda, spesso ancora difficili da eliminare.
Il terzo periodo, infine, è contraddistinto dalla ricerca scientifica, con numerosi esperimenti realizzati per fare luce sui reali effetti della caffeina.
Una bevanda che ha seguito l’evoluzione dell’uomo, le sue grandi migrazioni, le importazioni di materia prima, le diverse consuetudini di vita.
dal cinema alla letteratura, la tazzina è sempre stata protagonista di mille avventure, presente dove c’erano grandi uomini, ideali e sogni.
Lucaffé Shop é ONLINE !!
.. finalmente puoi ordinare direttamente da casa tutta la qualitá di Lucaffé: [txtb]caffé in cialde, in grani, macinato, infusi e thé[/txtb].
Grazie a Lucaffé Shop potrai scoprire, scegliere ed acquistare preziose varietá di caffé, té e tisane, miscelate ed in purezza, in grado di soddisfare i clienti piú esigenti e farvi conoscere il vero gusto del buon caffé.
[txtb]REGISTRATI .. il vero gusto del Caffé TI ASPETTA![/txtb] [txti]IMPORTANTE – Il sito é per ora in versione BETA, aiutaci a migliorarlo, segnalaci eventuali errori, problemi o suggeriscici miglioramenti che possano renderlo sempre migliore! (scrivi a: info@easywaresolutions.it) – GRAZIE !![/txti]CHICCO PER CHICCO ALLA CONQUISTA DEL MONDO
La pianta del caffè cresce nella fascia equatoriale, compresa tra i tropici, dove il clima è umido e la temperatura molto costante.
Se la sua origine si fa risalire alle zone africane dell’Etiopia, oggi è il prodotto simbolo di paesi dell’America Latina come il Brasile e Colombia per la qualità Arabica e dell’Indonesia per la produzione di Robusta.
TRA STORIA E LEGGENDA
Alcuni studiosi affermano che il nome della pianta provenga dal suo luogo d’origine: Kaffa, regione situata nella zona sud-occidentale dell’Etiopia, compresa fra i 1500 e i 2500 metri di altezza sul livello del mare.
Altri, invece, affermano che il nome alla regione fu dato dagli Abissini dopo la conquista, nella seconda metà del XVI secolo.
Questo significherebbe che l’altopiano venne denominato Kaffa quando il caffè era già noto e bevuto in tutto il mondo
Certo che la scoperta del potere eccitante e tonificante delle bacche rosse si perde nella notte dei tempi ed è circondata da numerose leggende. Potrebbe, per esempio, essere caffè quella bevanda amara che, nel libro IV dell’Odissea, Elena aggiunge al vino dei commensali di Menelao “per curare dispiaceri, rancori e memoria dei dolori…” Si potrebbe quindi ipotizzare che il caffè fosse noto non solo in tempi pre-islamici, ma addirittura fin dal periodo pre-cristiano. secondo un racconto yemenita, un pastore un giorno riferì al priore di un monastero dello strano comportamento delle sue capre. I monaci, incuriositi, iniziarono a osservare quegli animali, inconsuetamente vivaci, e notarono la voracità con la quale mangiavano alcune bacche rosse che crescevano su degli arbusti sempreverdi. i frati decisero di raccogliere le bacche per farne un decotto nero e amaro. Iniziarono, così, a farne largo uso per allontanare sonno e stanchezza durante le veglie notturne di preghiera e a considerare quella bevanda un vero e proprio dono di Dio.
Ha carattere divino anche il racconto secondo il quale l’Arcangelo Gabriele scese sulla terra per portare un elisir al profeta Maometto colpito dalla malattia del sonno. La pozione nera fece sì che il profeta recuperasse forza e salute, tanto da disarcionare quaranta cavalieri e soddisfare altrettante donne, dando così inizio alla sua missione terrena nel mondo islamico.
Leggende
Esistono molte leggende sull’origine del caffè.
La più conosciuta dice che un pastore chiamato Kaldi portava a pascolare le capre in Etiopia. Un giorno queste incontrando una pianta di caffè cominciarono a mangiare le bacche e a masticare le foglie. Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con energia e vivacità mai espressa fino ad allora. Vedendo questo il pastore ne individuò la ragione e abbrustolì i semi della pianta mangiati dal suo gregge, poi le macinò e ne fece un’infusione, ottenendo il caffè.
Un’altra leggenda ha come protagonista il profeta Maometto il quale, sentendosi male, ebbe un giorno la visione dell’Arcangelo Gabriele che gli offriva una pozione nera (come la Sacra Pietra della Mecca) creata da Allah, che gli permise di riprendersi e tornare in forze. Esiste anche una leggenda che narra di un incendio in Abissinia di piante selvatiche di caffè che diffuse nell’aria il suo fumo per chilometri e chilometri di distanza.
L’arbusto del caffè (genere Coffea)
Il caffè è un alberello o un arbusto sempreverde tropicale dalle foglie lucide che appartiene al genere Coffea delle Rubiacae, o Rubiali, una famiglia che è fonte anche di altri potenti agenti farmaceutici, come l’ipecacuana e la chinina.
Molte delle venticinque e passa specie della pianta del caffè crescono allo stato selvatico ai tropici nell’emisfero orientale.
I rami di ciascuna specie presentano piccoli fiori bianchi che profumano come boccioli di gelsomino.
La specie conosciuta e coltivata da più tempo è la Coffea arabica, nativa dell’altopiano etiope. Coltivata oggi soprattutto nell’America del Sud, copre il 75 per cento del consumo mondiale di caffè.
L’altra specie importante sul piano commerciale, la Coffea canephora, della quale le robusta è la varietà principale, forse nativa dell’Uganda e del Congo, è ampiamente coltivata in Africa e nel Magadascar.
Ambedue le specie sono coltivate anche in Asia.
Gli Antiossidanti del Caffè
Il caffè è una delle fonti alimentari più abbondanti in antiossidanti naturali, una ricchezza che può aiutare a mantenersi in salute.
Gli antiossidanti sono molecole che rallentano o prevengono i danni da radicali liberi. Principali composti ad azione antiossidante sono gli acidi clorogenici che si formano dall’esterificazione di acidi fenolici (acido ferulico e acido caffeico) ed acido chinico.
Nel caffè verde sono molto numerosi e di diversa struttura e i processi di lavorazione normalmente ne riducono considerevolmente la presenza.
Lucaffè applica invece sistemi di lavorazione che riescono a preservare le naturali proprietà del chicco.
Salute: bere 3 tazze di caffè al giorno può ridurre fino al 40% rischio di carcinoma epatocellulare
Secondo uno studio italiano, pubblicato sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology, bere 3 tazze di caffè al giorno può ridurre il rischio di carcinoma epatocellulare, che è il più comune tipo di cancro al fegato, fino al 40%, mentre una ricerca separata indica che questo rischio potrebbe essere addirittura dimezzato. Carlo La Vecchia, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha spiegato: “Le nostre ricerche indicano che il caffè è buono per la salute e particolarmente per il fegato”, aggiungendo: “Gli effetti favorevoli del caffè sul cancro al fegato potrebbero essere mediati dal fatto che il caffè esercita un effetto di prevenzione sul diabete, un fattore di rischio conosciuto per la malattia, oppure per i suoi effetti benefici sulla cirrosi e gli enzimi del fegato”.
QUAL È L’ORA MIGLIORE PER BERE IL CAFFÈ?
La risposta a una domanda che affligge milioni di caffeinomani nel mondo arriva da Steven Miller, neuroscienziato e ricercatore dell?University of the Health Sciences di Bethesda, Maryland (USA). In un post del suo blog ripreso dal sito di Popular Science, Miller spiega che un?attenta scelta del momento del giorno in cui bere caffè ci tutela dallo sviluppare assuefazione ? e dipendenza ? dalla caffeina (così come evitare di assumere antibiotici per un banale raffreddore ci permetterà di combattere con armi più potenti la prossima seria infezione).
Il nostro ritmo circadiano ? il complesso orologio interno che mantiene l?organismo sincronizzato con i ritmi naturali come il susseguirsi del giorno e della notte ? è regolato da gruppi di neuroni specializzati nella struttura cerebrale dell?ipotalamo. Queste cellule nervose controllano funzioni basilari come l?alternanza di sonno e veglia e il rilascio di cortisolo, un ormone che attiva il nostro sistema di allerta (in altre parole, ci ?tiene svegli?).
Questo meccanismo neurale lavora in stretta comunicazione con le cellule fotosensibili della retina. Tra le 8:00 e le 9:00 del mattino, quando siamo investiti dalla prima luce del giorno, il livello di cortisolo nel sangue raggiunge un picco: è il momento in cui siamo (o almeno dovremmo essere) naturalmente più svegli e assumere caffè a quell?ora rischia di sortire un effetto minore e, anzi, di creare assuefazione.
Meglio farlo nella fascia oraria tra le 9:30 e le 11:30 quando il livello di questo ormone cala fisiologicamente, per prepararsi al picco successivo (che avverrà tra le 12:00 e le 13:00).
BLUE MOUNTAIN, LUSSO IN TAZZA
Piacere, mito, raro privilegio: il Giamaica Blue Mountain è considerato uno dei migliori caffè al mondo. Offre un’esperienza sensoriale che molti appassionati e curiosi di caffè desiderano fare. Il prezzo per un espresso si può aggirare tra i 4 e i 6 euro. E’ un prodotto da avvicinare lentamente e con attenzione, scoprendone le caratteristiche di aroma e di gusto, meglio se in una sala priva di odori e con un tutor che guidi alla degustazione. La tradizione vuole che sia arrivato in Giamaica nel 1725, inviato dal re Luigi XV di Francia: delle tre piantine ne sopravvisse al viaggio solo una, che fu affidata al governatore sir Nicholas Lawens. Il terreno vulcanico, ricco di nutrienti, e il clima-perlopiù fresco e nebbioso, ma mai freddo- si mostrarono particolarmente favorevoli al suo sviluppo. Nell’area delle Blue Mountain, in una zona tra i 1000 e i 2000 metri delimitata per legge, su una superficie di circa 6000 ettari, oggi si coltiva l’unico caffè che può fregiarsi della denominazione Giamaica Blue Mountain. Il processo di maturazione richiede più di 10 mesi. proprio grazie al lungo processo di maturazione i chicchi di Giamaica Blue Mountain hanno una maggior complessità e concentrazione di sapori. la raccolta avviene tra agosto e settembre, rigorosamente a mano: a intervalli regolari i lavoratori passano tra le piante cogliendo una per una solo le ciliegie giunte alla giusta maturazione. Il caffè verde viene certificato dall’ente di controllo. Il Giamaica Blue Mountain ha un contenuto di caffeina piuttosto basso, l’1,2%: negli arabica varia dallo 0,9 all’1,7%. Veniamo al prodotto in tazza: la crema, spessa, color nocciola, non è molto persistente. Al palato, è gradevolmente acido e dal sentore di cioccolato (da qui la sua fama di caffè “cioccolatoso”). Eccellente l’equilibrio tra i sentori floreali e di miele, di frutta secca e di liquirizia, tabacco, zenzero e tamarindo, insieme a profumi tostati e fruttati. Il gusto è piacevolmente persistente. Un affezionatissimo bevitore di questo caffè a colazione è James Bond. Il suo “creatore”, lo scrittore Ian Fleming, trascorse i suoi ultimi anni in Giamaica. Oltre il 70% della produzione viene spedito in barili di legno. I maggiori consumatori sono i giapponesi: importano l’80% della produzione.
UN CAFFE’ DOLCE PER IL CERVELLO
Chi ha bisogno di dare il massimo in un impegno della mente può bere un caffè con molto zucchero: dopo avere consumato questa bevanda la memoria e l’attenzione migliorano sensibilmente. Lo rivela una ricerca condotta dagli esperti dell’Università di Barcellona, in Spagna, e pubblicata dalla rivista di ricerca medica “Uman Psychopharmacology: Clinical and Expreimental”. Gli scienziati spagnoli hanno studiato le prestazioni del cervello di quattro gruppi di dieci persone ciascuno, misurandone memoria e attenzione dopo avere loro somministrato alcuni alimenti e bevande: ai pazienti del primo gruppo un caffè, a quelli del secondo gruppo un caffè ben zuccherato, a quelli del terzo una zolletta di zucchero e, ai pazienti del quarto gruppo, un po’ d’acqua. I ricercatori hanno così scoperto che le prestazioni della mente migliorano sensibilmente dopo avere bevuto il caffè dolce, mentre la bevanda o lo zucchero da soli non avevano un effetto positivo marcato sul cervello. Soltanto assumendo insieme caffeina e zuccheri, concludono gli esperti, si aiuta davvero la mente.

